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MACCHÉ LENIN, I RUSSI CELEBRANO SOLO LO ZAR

La ballerina amante del futuro zar Nicola II

Matil’da Feliksovna Kšesinskaja (1872-1971)

Mosca si ribella contro il film Matilda, che racconta la relazione giovanile del futuro Zar Nicola II, martire della Chiesa ortodossa, con una ballerina del teatro imperiale della capitale zarista, l’étoile Matil’da Feliksovna Kšesinskaja.

Dal quotidiano “Libero”. Sabato 4 novembre 2017.

 

MACCHÉ LENIN, I RUSSI CELEBRANO SOLO LO ZAR

Di Roberto Coaloa

Mosca

Lo zar Nicola II (1868-1918).

Nicola II di Russia (1868-1918). Nel 2000 la Chiesa Ortodossa russa, guidata dal Patriarca Aleksej II, ha canonizzato e dichiarato santi martiri Nicola II e la sua famiglia. San Nicola II, imperatore martire e “grande portatore della Passione”, unitamente a santa Aleksandra, sant’Aleksej, santa Ol’ga, santa Tat’jana, santa Marija, sant’Anastasija e santa Elizaveta (la sorella della zarina, Elisabetta Fëdorovna, fondatrice di un ordine di monache e uccisa durante la rivoluzione) sono festeggiati il 17 luglio.

Il 25 ottobre è stato proiettato a Mosca l’attesissimo film del regista Alexei Uchitel sulla storia d’amore tra l’ultimo Zar Nicola II e la ballerina Matil’da Feliksovna Kšesinskaja. Il giorno prima il film era stato proiettato a San Pietroburgo senza incidenti. A Mosca, invece, nella prémière di Matilda sette persone sono state arrestate davanti al cinema. Il film non è piaciuto agli ortodossi, che venerano l’ultimo Zar, nel 2000 proclamato martire dalla Chiesa ortodossa.

Matilda mette in difficoltà anche il nuovo “zar” Putin, nell’anno in cui ricorre il centenario della Rivoluzione. Infatti, la riabilitazione della figura di Nicola II, voluta da Putin, è un modo per far passare in secondo piano le celebrazioni dei cento anni dell’Ottobre e del suo “eroe” Lenin.

Il dibattito storico e politico sul 1917 è in questo momento molto serrato in Russia. È stato innescato dal recente pellegrinaggio dello scorso 17 luglio a Ekaterinburg (nel 99° anniversario della fucilazione della famiglia imperiale russa), dove migliaia di persone hanno ricordato lo Zar. Ora, dopo la proiezione del film Matilda, l’esaltazione della figura dello Zar è ancora maggiore. Molti esponenti della politica e della Chiesa russa hanno posizioni monarchiche, come Natal’ja Poklonskaja, che il giorno dopo la proiezione del film a Mosca era infuriata. Il 26 ottobre, la Poklonskaja, deputata nella settima legislatura della Duma della Federazione russa, ha affermato: «Nel periodo sovietico si proteggevano in questo modo i centri culturali in cui si giudicavano gli ex fascisti: i collaborazionisti e i nazionalisti ucraini».

Fuori dalla polemica, noi storici riteniamo che lo Zar Nicola II sia una figura incompleta, che come politico fece pessime figure nelle relazioni internazionali. Natal’ja Poklonskaja, invece, è del parere opposto e non perde occasione di ricordare i Romanov con Putin. Forse, anche per questo motivo, i fermati, che facevano parte di un gruppo di ortodossi tradizionalisti che protestava contro la pellicola a Mosca, criticando il ritratto, a loro avviso, «indecente» di Nicola II, si sentivano legittimati nella loro protesta.

La storia, mettendo da parte la creazione fantastica, artistica, del film, è semplicemente la seguente. La vita di Matil’da Feliksovna Kšesinskaja (1872-1971), per i pochi happy few appassionati del grande balletto della scuola russa, appare come una specie di ape buona e operosa che passa nel mondo della danza da un successo all’altro e infrange un cuore dopo l’altro. Non ci fu il solo cuore di Nicola ad essere conquistato dalla ballerina (come racconta il film di Uchitel). Ai piedi della Kšesinskaja caddero anche i granduchi Serghei e Andrej. La fama della ballerina come amante dell’ultimo Zar era talmente grande che Lenin, quando conquistò il potere a Pietrogrado nel 1917, volle annunciare la vittoria della rivoluzione proletaria proprio dal lussuoso palazzo in Konverskij Prospekt, dono dello Zar alla ballerina.

La Kšesinskaja ci ha lasciato delle memorie, pubblicate a New York nel 1961 con il titolo Dancing in St. Petersburg. Era figlia del polacco Feliks Kšesinskij, grande danzatore solista di carattere, in servizio per i Romanov per più di quarant’anni, e di Julija Dominskaja. Nata a San Pietroburgo il 19 agosto (calendario giuliano) – 1 settembre nel calendario gregoriano – 1872, Matil’da crebbe in una famiglia agiata. La sorella Julia e il fratello Josif seguirono le orme del padre come lei, che entrò alla Scuola Imperiale nel 1880. Il 22 aprile del 1890 fece il suo debutto nel passo a due della Fille mal gardée con Nicolas Legat. I Romanov erano i finanziatori di buona parte dei teatri imperiali e non mancavano mai agli appuntamenti in cui era possibile riconoscere le future étoiles. Dal 1896 Matil’da fu nominata ballerina e approfittando del proprio ruolo di amante dell’erede al trono, lo zarevič Nicola, detto Niky, un piccolo fauno dai lineamenti fini, monopolizzò tutti i ruoli del Marinskij. Come ricorda il fratello Josif nelle sue memorie inedite, nel suo rapporto con Nicola II «lo aiutò a prendere coscienza della sua identità sessuale, liberandolo da certi malsani compromessi con la carne e dalla sua crescente paura delle donne».

Quando Niky si sposò, nel 1896, la loro relazione ebbe termine, ma la ballerina riuscì a conservare il proprio potere illimitato sul Marinskij. Un potere che comunque non avrebbe potuto mantenere se non fosse stata dotata di un reale talento di danzatrice. Matil’da Kšesinskaja morì a Parigi, quasi centenaria, il 6 dicembre 1971.