«IL VIAGGIO PIÙ LUNGO». IL FILM SUGLI EBREI ITALIANI DI RODI. REGIA DI RUGGERO GABBAI. AUTORI: MARCELLO PEZZETTI E LILIANA PICCIOTTO. TESTIMONI: “ALBERTICO” ISRAEL, STELLA LEVI E “SAMI” MODIANO.

 

 

Per il Giorno della Memoria, 27 gennaio 2013, segnalo il mio articolo: «Nazismo e deportazione a Rodi», dalla Domenica IlSole24Ore.

NAZISMO E DEPORTAZIONE A RODI

Di Roberto Coaloa

Un film racconta la storia del viaggio più lungo della Shoah: dal Dodecaneso ad Auschwitz, attraverso il Pireo. È la storia degli ebrei italiani di Rodi, misconosciuta e drammatica. Venticinque giorni di viaggio allucinante (dall’isola ad Auschwitz), nell’alienazione dello sterminio. Dopo l’8 settembre 1943, i nazisti occuparono Rodi, disarmando l’esercito italiano, presente con quarantamila unità, sterminando l’élite di comando. Passarono nove mesi prima che i nazisti affrontassero la questione degli ebrei locali, inducendo così in loro un falso senso di fiducia. Dall’Italia non arrivò all’isola alcun allarme riguardante le retate e le deportazioni in corso. Il 23 luglio 1944, circa 1700 prigionieri partirono da Rodi via mare; tre imbarcazioni deviarono prima verso Kos per prelevare altre 77 persone e poi ancora verso Leros, per portarne via l’unico abitante ebreo. Dopo otto tragici giorni – il 31 luglio 1944 – i deportati approdarono al Pireo, il porto di Atene, per essere trasferiti in camion nel campo di detenzione di Haîdari. Il 3 agosto furono portati in stazione e caricati su vagoni merci con destinazione Auschwitz-Birkenau dove giunsero il 16 agosto 1944.

Una folle vicenda che spiega e informa sul diabolico sterminio, attuato dai soldati tedeschi del Terzo Reich che decisero di prendere in ostaggio e sterminare un’intera comunità ebraica dal luogo più lontano da Auschwitz. Una storia di volenterosi nazisti, così atrocemente pignoli da ricordarsi anche dell’unico abitante ebreo di Leros, alla fine di una guerra ormai persa. A raccontarla sono tre sopravvissuti: Alberto Israel, nato a Rodi il 3 agosto 1927, matricola B-7394, liberato a Ebensee (Mauthausen) il 6 maggio 1945; Stella Levi, nata a Rodi il 5 maggio 1924, matricola A-24410, liberata a Dachau il 29 aprile 1945; Samuel Modiano, nato a Rodi il 18 luglio 1930, matricola B-7456, liberato ad Auschwitz il 27 gennaio 1945.

Tre testimoni eccezionali e generosi, che hanno avuto il coraggio di tornare nei luoghi dove ebbe inizio lo sterminio. «Albertico» da Bruxelles, Stella da New York, Samuel da Roma. Sono venuti a Rodi per il nuovo film del regista Ruggero Gabbai, da sempre impegnato in opere sociali e d’impegno civile. Gli autori del film sono due grandi storici italiani, Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto, già protagonisti con Gabbai del film Memoria (1997), premiato ai Festival di Berlino e di Gerusalemme, un’opera che rappresenta il contributo migliore sulla Shoah degli italiani. Ora, con Il viaggio più lungo, prodotto da Forma International e patrocinato dalla Fondazione CDEC e Museo della Shoah di Roma, Gabbai da forma a un film indimenticabile, che propone all’attenzione del grande pubblico una delle vicende rimosse della storia italiana del Novecento.

Pochi, infatti, ricordano l’esperienza coloniale del Regno d’Italia, dal 1912 al 1943, nelle lontane isole greche vicine alla Turchia. Per secoli Rodi ebbe un’importante comunità ebraica, formata dagli espulsi dalla Spagna. Dal 1912, gli ebrei di Rodi diventarono tutti orgogliosi cittadini del Regno d’Italia, almeno fino al 1938, quando il governo fascista estese le leggi razziali. Nel 1943 l’intera comunità ebraica fu trattenuta nell’isola con l’inganno, ignara dell’imminente tragedia. Solo una quarantina di loro – cittadini turchi – fu rilasciata e si salvò grazie all’intervento del console turco, Selahattin Ülkümen.

Dopo il viaggio orribile da Rodi ad Auschwitz, «Albertico» è ritornato a Rodi – 68 anni dopo – per ricordare. È accompagnato dalla figlia e dalla nipote con un bellissimo bambino di pochi mesi. Guarda l’antica Rodi dal porto e commenta con trasporto: «Essere qui è un regalo del cielo, pensare che quattro persone, quattro generazioni sono qui è vivere un sogno che sembrava impossibile. Cosa vuoi di più? Questo è un miracolo! Quel cretino di Hitler è già sparito con tutti quei puttani di nazisti. Noi siamo qui ancora!».

 

L’anteprima mondiale del film Il viaggio più lungo è stata organizzata a New York, dal Cento Primo Levi, il prossimo 13 marzo.

Stella Levi a Rodi. Sulla spiaggia, 68 anni dopo la deportazione. Fotografia di Roberto Coaloa. Ottobre 2012.
"Albertico" Israel e Roberto Coaloa. Rodi. Ottobre 2012.

Stella Levi, nata a Rodi il 5 maggio 1924, matricola A-24410, liberata a Dachau il 29 aprile 1945. Fotografia di Roberto Coaloa. Rodi. Ottobre 2012.

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